martedì 23 aprile 2024

CHIAMALO CAPRICCIO .

 DALLE POESIE PRIMAVERA ANNO 2018 .

Chiamalo capriccio

Chiamalo inferno degli amori
tu la donna, il tuo dolore è il mio piacere ,
sei la sola fragola , nel bosco il tuo rossore
barbaglii di luce ,tra i rami il paradiso .

Chiamalo capriccio illusione che nasce !
Afflizione caustica che in me scotta ,
di perdizione non s’annaspa la avida purezza
assuefatta , ingoi l‘amarognolo sapore .

E dalla forte voglia l’istinto erutta !
Nell’inferno di Dante vai a morire:
nessun tesoro ha il tuo valore
a differenza di una intesa passionale.

È il maledetto gioco che a te piace
la carne mia annuso e mi da nausea ,
fetida sul guanciale ,l’infamia godo.

Vattene perdizione ,tu, chiamalo pure amore
chiamalo squallore ,un inutile pathos .
Questo è il sentimento che io vorrei:
mi appari e fai finta di dormire ...

Chiamalo desiderio ,sfogo mestruale
anatomia di orgasmi paritari ,
fisiologici ,che non voglio ,mai vorrei:
egoismi ch’io non conosco , tu li usi.

Chiamala maledizione l’anima mia vince il bene
castigo o forse redenzione?
Il violato odio d’un’avventura strana,
sai di glicine e nei miei sensi lo trascini .

Giovanni Maffeo Poetanarratore .

giovedì 18 aprile 2024

CON GLI OCCHI DELLA LUNA .

 CON GLI OCCHI DELLA LUNA.


DEDICATA AI MIGLIAIA DI ANZIANI MORTI‭
PER IL COVID‭ ‬19‭ ‬.

Vedo i calvari del tempo sulla via del tramonto‭
li vedo con gli occhi della luna‭ ‬:
sono i polmoni di un'era passata
che han dato cibo alla vita‭ ‬.

Potevo essere uno di loro sono il graziato‭
forse per raccontare la loro storia‭ ‬...
o forse per dire che la cattiveria continua‭ ?
Quanto e‭' ‬amara la tragedia dell'uomo‭ !

Ma io voglio guardare con gli occhi della luna‭
vedere la mia terra in braccio ad un bambino‭ ‬,
rivoglio accarezzare‭ ‬gli animali coltivare fiori‭
voglio camminare tra la gente e dargli il mio buongiorno‭ ‬.

Ne dubbi‭ ‬,‭ ‬ne dolore potranno mai tornare‭
saranno le luci del cielo a dare respiro‭ ‬,
la fanciulla ridarà il sorriso al nonno sopravvissuto‭
alla miseria costretta a credere altrimenti non vive‭ ‬.

Con gli occhi della luna vedo la tomba senza nome‭
su di essa una croce ove piangono gli umili‭ ‬,
sono le perenni lacrime di rugiade eterne‭
su sponde brumose urlano l'inganno.

Giovanni Maffeo - Poetanarratore‭ ‬.