L’ultima meta
( punto di arrivo e di partenza )
Raggiungo l’ultima meta
e lascio alle spalle un punto luminoso,
vivo la vita ,con altri esseri di questo regno
ai confini del tempo ,lì c’è la pietra bianca .
Ci sarà giudizio universale,e si spalancheranno i cieli
e le finestre dell’amore …
si apriranno le porte all’universo,
nell’ignoto, solo l’anima si ravvede.
E dalla benigna vita io mi espando
cavie umane in caverne han vissuto,
han lasciato la primitiva specie
l’essere chiamato umano.
L’ultima meta è al ciglio di una strada
la morte attende e si dilegua,
non fa più clamore,e ne fermate
va dritto al camposanto e si dispera.
( Va ad innalzare costosi idolatri )
Ed io se fossi un re
senza corona e senza spada ,
erigerei castelli su i miseri elogi
raccoglierei la scarpa di una sposa .
Ed è fremito fanciullo ,brivido di paglia
la voluttà si coglie ,dalla purezza nasce,
mi sdegno al vedere gente senza legna
di dubbio vago il falso intendimento.
l’ultima meta è forse il paradiso?
Dubbioso mi propongo:
con parole e gesti li accompagno ,
mimo il movimento in empatia languo.
( e la poesia racconta: )
Veste la scena e fa confronto …
recita con maestria l’epilogo di un dramma,
canta … canta !
L’indivisibile,l’inafferrabile
la sublime conseguenza :
l’ultima meta è la speranza.
Giovanni Maffeo - Poetanarratore.