Voci annodate .
Si è negato a me l’amore!
Continua a farlo il perché è un enigma ?
Mi umilio ,mi ingiurio per non esserne degno,
per non aver reciso la rossa sua rosa.
Porto addosso una croce:
i flagelli dei superbi regni e le albe nude ,
il nome suo l‘ho inciso su una pietra;
tra la miseranda opera del inimico melodramma.
Racconto vita a chi non crede ,a chi la mia mano sfiora
a te sconosciuta la bellezza acceco,
il mio brando annodi lo contorci sul mio capo vaporoso;
feriscimi sul petto col sangue mio e vanne fiera .
L’unica rivalsa è scrivere per te versi!
In spazi aperti ove gli irti colli si imbiancano di neve,
ove nel basso loco tra i canneti annodo spaghi;
ove tra i righi sobri, scrivo le aspirate note.
E in esse trovo la purezza dell’innamorato intrepido!
Trovo il canto libero e un ritmo capriccioso,
come per l’acqua la sete è vena preziosa;
come le gioie e sorrisi, sono le belle vibrazioni d’una vita.
Voci annodate mi hanno strozzano le chiare visioni!
Mi han lasciato i singulti vomitosi ,le lebbrose furie,
l’ingiuria pigra che han travasato vasi;
col sol sospiro ,al pensiero di lei salgo su lembi di cielo
Giovanni Maffeo - Poetanarratore.
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